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collana
poetál
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titolo:
"Nel moto apparente"
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... L’ambiente viene dipinto perlopiù come arido e ostile all’essere umano: il cielo versa un ghigno, la terra è fredda e seccata, il fiore spampanato, il deserto si è mangiato i prati, il suolo è duro, il buio e il silenzio sono pressoché onnipresenti. Ma, in questo scenario desolato, la donna è chiamata a compiere il proprio ruolo vivificante, come esprime con chiarezza questa poesia, che vale la pena citare per intero: “Sono ferme le montagne / che si erano mosse. / Aspre le pareti di nuovo / tendono il collo in su /a un’aureola di nubi. / Una semina di ghiaia / e mi sono distratta / a cercare topazi / in mezzo ai sassi. / Ho chinato il capo / perdendo azzurro / dal mio cielo / e la terra con quello ha germogliato.” (Dalla
Prefazione di |
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Poesie tratte da "Nel moto apparente".
Nel
moto apparente È
così sottile e debole il filo Tolgo
di quanto più posso Mi
scaraventa però lo schiaffo Trasfigurata
cade in un solo Tutto
mischiato sullo stesso Non
essere più come
Godi
la mia stanchezza Attaccati
ancora alle
L’eco
dei miei tacchi passando Lo
hai sentito il rumore dei miei tacchi? Ma
ho svoltato
(...)
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Rita Galbucci
è nata a Bologna nel 1961 e a Bologna lavora e scrive. |
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